Readzilla Entra
Dal blog Il libro sul divano

Il fascino del personaggio fuori posto

di MisatoBooks · 24 agosto 2026
Il fascino del personaggio fuori posto

Cosa succede quando il protagonista del romanzo entra in un ambiente che non gli appartiene?

Quella dell'inserimento di un personaggio che arriva dall'esterno in un ambiente che non gli appartiene è una tecnica narrativa molto sfruttata: la letteratura usa l’outsider per meglio mettere a fuoco il mondo nel quale si muovono i personaggi.

Mentre scrivevo l'ultimo blogpost, ragionando sul personaggio di Lucy Honeychurch in Camera con vista di E.M Forster, mi è venuta voglia di trattare questo argomento, di come il “fuori posto” sia una posizione narrativa privilegiata. Lucy entra in un mondo che non è il suo: la realtà che vive a Firenze, così tanto diversa da quella che ha lasciato a casa in Inghilterra, le permette di svelare al lettore che cosa succede davvero quando un protagonista si approccia "al diverso". Il personaggio finisce per sviluppare un nuovo linguaggio, una nuova identità che è spesso fonte di insicurezza e dubbi ma che alla fine sarà la sua ricompensa: il "fuori posto" diventa catalizzatore di crescita o ribellione, oppure si pone alla base di una qualche rivelazione fondamentale per la trama.

Ci sarebbe da dire anche, parlando di questo meccanismo, che la trasformazione del personaggio outsider in relazione all'incontro con l'altro, in genere, non riguarda solo il protagonista principale ma contamina l'intero ambiente in cui questo si muove, in un rapporto di codipendenza.

Cosa succede quando l'intruso o l'outsider modifica e migliora con il suo arrivo il mondo narrativo?

Pensiamo a tutti quei casi in cui proprio l'arrivo del protagonista all'inizio della storia permette di creare una rottura dell'equilibrio iniziale della narrazione. Anne Shirley in Anne of Green Gables di L.M. Montgomery fa esattamente questo: sfidando i codici di comportamento che regnano sovrani ad Avonlea ridefinisce il contesto un po' per tutti i personaggi. Lo fa con la sua fantasia sfrenata, con il linguaggio esagerato e con la sua peculiare gioia di vivere. Investe prima Metthew e Marilla per poi allargare la sua influenza inarrestabile a tutti i personaggi che le gravitano attorno. In questo caso è l'outsider che modifica il contesto (al contrario di quanto succede a Lucy Honeychurch), e dall'arrivo di Anne, Avonlea non sarà più la stessa.

Perché questo meccanismo continua a funzionare?

Credo che il piacere di leggere di come un personaggio da outsider diventi un agente di cambiamento dello status quo sia molto apprezzato dai lettori. Posso parlare almeno per me, vedere i successi del protagonista mi fa stare bene, ne apprezzo le lotte e le vittorie, soprattutto all'interno di un contesto che è in qualche modo ostile, per i motivi più diversi. Tutti prima o poi sperimentiamo un certo senso di non appartenenza, vederlo risolto nelle pagine regala un piacevole senso di trionfo, ci si identifica più facilmente con il protagonista e si assume il suo punto di vista privilegiato. Si può dire che quello dell'outsider sia uno spunto narrativo molto utile, lascia emergere l'opinione del narratore e la trasmette al lettore nel modo più naturale possibile.

Vi lascio con una domanda, che cosa vi attrae di più in un personaggio che entra in un mondo non suo: le reazioni degli altri personaggi quando l’equilibrio si incrina per effetto della sua presenza, oppure la frattura interiore del personaggio, che si apre proprio mentre si misura con il nuovo contesto?

Readzilla

Continua su Readzilla

Storie a episodi, blog, recensioni e una community che fa crescere chi scrive. L'iscrizione e gratuita.

Pubblicato su Readzilla — il social editoriale