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Dal blog Pillole di Editing (Isterico)

La scheda di valutazione: perché è importante

di Elany Blackwood · 24 agosto 2026
La scheda di valutazione: perché è importante

Prima di tutto: cos’è una scheda di valutazione?

È, appunto, una valutazione critica di un’opera.

Dopo aver letto attentamente il testo, l’editor ti restituisce un documento di un certo numero di pagine, indicativamente dalle 5 alle 10 (secondo il mio metodo), con diverse analisi.

Vediamo quali.

Trama, sottotrame e intreccio. Valuta la struttura e la coerenza dell’opera, se la trama è compiuta o irrisolta, se ci sono sottotrame funzionali e sufficientemente sviluppate, se ci sono buchi narrativi o questioni ambigue.

Personaggi. Se sono funzionali, distintivi, approfonditi e coerenti. Se hanno un obiettivo, una motivazione e un ruolo chiaro all’interno della storia.

Stile di scrittura. Se emerge un’impronta autoriale chiara e se vengono utilizzati in modo consapevole diversi strumenti stilistici, come ripetizioni, metafore, punteggiatura e così via. Se tono, ritmo e registro rimangono coerenti con l’opera. Valuta inoltre voce narrante, punto di vista e focalizzazione.

Punti di forza e punti deboli. Valorizza, nel complesso, i punti di forza dell’opera, come contenuto, struttura, stile e livello empatico, e ne evidenzia i punti deboli.

Ambientazione e worldbuilding. Se presenti, valuta quanto risultano coerenti, credibili e funzionali allo sviluppo della storia.

Posizionamento sul mercato. Escluso dalla mia scheda. L’analisi di target, comparabili, collocazione commerciale ed esigenze autoriali richiede un lavoro specifico, spesso distinto dalla valutazione del manoscritto, che nel mio caso ha un taglio tecnico-editoriale.

Ma perché una scheda di valutazione può essere fondamentale?

1.

Per l’autore rappresenta uno dei primi strumenti critici e completi di valutazione della propria opera. Perché l’editor non è tuo cugino e ha il dovere di dirti sempre la verità.

Insomma, tu paghi per farti dire la verità.

2.

Per l’editor rappresenta il primo approccio approfondito alla tua opera.

Gli serve quindi per comprendere le esigenze reali del testo, proporti un percorso su misura per te e, di conseguenza, formulare anche un preventivo onesto.

3.

Per entrambi, la scheda di valutazione risponde a un semplice quesito: il tuo testo è davvero pronto per un lavoro di revisione?

Bella la casa nuova, ma non ce ne facciamo nulla di fondamenta instabili e di personaggi fantasma copia-incolla che si aggirano per le stanze senza scopo né identità.

4.

Non rappresenta soltanto un primo approccio editor-opera, ma anche un primo approccio autore-editor.

Capisci subito come lavora il professionista, qual è il suo grado di approfondimento e di attenzione.

Capisci se ci sono empatia e rispetto, competenze e lucidità. Con lucidità intendo la capacità di distinguere tra questo non piace a me e questo non funziona per questa specifica storia.

5.

Lascia stare per un momento la trama, i personaggi, la bella scrittura e persino il genere.

Tu sai davvero cosa vuoi comunicare con il tuo testo?

Qual è il messaggio “interiore” della tua opera?

Sai a chi vuoi parlare, cosa vuoi ottenere e cosa sei disposto a mettere in gioco?

Prima ancora di un corpo, alla tua storia serve un’anima.

Serve una risposta a una domanda: perché esiste questa storia?

Non serve una risposta profonda, filosofica o complicata. Ma serve una risposta.

Attraverso una scheda di valutazione puoi capire se il messaggio è chiaro e se quello che volevi comunicare è effettivamente arrivato al lettore.

RICORDA SEMPRE CHE...

  1. Un editor deve sempre mettere al primo posto onestà, rispetto ed empatia.
  2. Se non sei pronto a sostenere anche un riscontro negativo, probabilmente non sei ancora pronto per lavorare seriamente sulla tua opera.
  3. Scoprire quali sono i punti deboli della tua storia è il primo passo per renderla migliore.
  4. Un editor non scrive la storia al posto tuo. Consideralo un faro nel buio, ma la vera manodopera sei tu.
  5. Non dovrei nemmeno specificarlo, ma quando consegni i tuoi sogni nelle mani di qualcun altro è naturale che emergano paure profonde. Ricordati quindi che un editor valuta il testo, non giudica la persona che lo ha scritto. Non giudica gli argomenti che tratti o le scene che decidi di esplorare.


E, per carità, NON TI RUBA L'OPERA!


E tu? Ne hai mai richiesta una? Se no, cosa ti frena? La paura del giudizio?

Il costo? Il timore di scoprire che il testo ha bisogno di più lavoro di quanto pensassi?

Sono qui per rispondere alle tue domande, approfittane ;)


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Se c’è qualcosa di cui vorresti parlare nel prossimo articolo, suggeriscimelo nei commenti! Ti leggo sempre con molto piacere, perché, quando non edito, sono anche un po’ simpatica e anch’io commento senza mettere i punti a fine frase.

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